Sax & Piano by Cindy
  
 

Addio

Sill si guardò allo specchio e si sistemò i capelli. Oggi avrebbe avuto la sua insegnante preferita, ed era il giorno buono per fare bella impressione. Se continuava così aveva buone possibilità per le scuole superiori. Aveva un grande talento linguistico e ora risultava la migliore. Ma non era più solo per motivi scolastici che ci teneva. Ormai, inconsciemente, si era affezionata a quell’insegnante dal sorriso sempre pronto.

Si pettinò con cura i capelli biondi che le cadevano dolcemente sulle spalle. I suoi occhi verdi brillavano e la bocca era schiusa in un sorriso. Osservò il proprio vestiario. Aveva scelto i suoi jeans più belli e la camicetta nera e attillata che fra tutte prediligeva. Ora era pronta per partire. Corse verso la porta, afferrò la cartella e si diresse allegra verso la scuola. Si fermò davanti all’edificio. Le piaceva recarsi lì, ogni giorno succedeva qualcosa di nuovo, le lezioni erano imprevedibili e sempre interessanti.

Quando entrò appoggiò la cartella e risedette al proprio banco. Prima della lezione che aspettava doveva studiare scienze. Non era propriamente la sua materia preferita, ma quel giorno era decisa a non lasciarsi rovinare il buon umore per nessuna ragione al mondo. Contro ogni sua aspettativa, questa lezione si rivelò affascinante e divertente.

All’improvviso sobbalzò. La porta si aprì improvvisamente e il preside della scuola entrò agitato e veloce, seguito dalla professoressa Kala, l’insegnante di arte, che al contrario del normale sembrava molto scossa e pallida. Gli alunni disattenti si rizzarono sulle sedei, preoccupati da quell’improvvisa apparizione, e tutti trattennero il fiato all’unisono aspettando che uno dei due parlasse.

Fu solo un veloce, breve annuncio: “Ci dispiace informarvi che la professoressa Vida è morta in un incidente stradale. Il suo posto verrà preso dall’attuale insegnante di lingua inglese. Siamo molto rammaricati della sua perdita, ma ci teniamo a precisare che non per questo voi non dovete ricevere un’istruzione adeguata, quindi non vi sarà alcun cambiamento nel normale ordine delle lezioni.” Dopo aver pronunciato queste parole, fredde e dure quanto la lingua che insegnava la professoressa Vida, uscì frettoloso dalla stanza lasciando gli alunni interdetti in un silenzio tombale mai raggiunto fino ad allora. L’insegnante di scienze, Uli, si lasciò cadere su una sedia, con il fiato mozzo, lottando contro le lacrime che spingevano per uscire dagli occhi.

Sill si sentì chiamare. Non rispose. Che senso aveva? Perché respirava ancora, se il mondo era finito? Perché non si vedevano le macerie della realtà che le era improvvisamente crollata addosso? Intorno a lei, vari compagni la osservavano. Aveva gli occhi vacui e non rispondeva a nessuno.

Sill sentiva che nulla avrebbe potuto colmare la voragine che si era formata nel suo cuore. Un’invisibile barriera la separava dal resto del mondo, da quelle persone che ancora avevano una vita…ma lei non era morta.

Con un sobbalzo, si accorse di essere viva.

Si riscosse e si guardò intorno. La professoressa Uli era china su di lei, e aveva ripreso il controllo di sé nonostante i suoi occhi brillassero ancora in modo sospetto.

Sill sentì calde lacrime scorrerle lungo le guance pallide.

Come da molto lontano, la campanella annunciò la ricreazione.

Le gambe di Sill si mossero quasi contro la sua volontà e  si diressero verso l grande atrio dove alcuni ragazzi ridevano.

Reprimette il desiderio di picchiarli. Come poteva essere possibile che ci fosse qualcuno, sulla faccia della Terra, che non soffrisse della sua morte, della perdita inestimabile di Vida?

Con questi pensieri, non si accorse dell’insegnante di inglese che le si avvicinava. Le mormorò parole che non comprese. Sill seppe che lui la capiva. Gli sorrise di un sorriso lacrimoso e incerto, cercando di mettere in quel gesto tutta la gratitudine che provava per lui in quel momento. Lui le rispose e se ne andò, conscio del suo desiderio di stare sola.

E in quel solo momento, in quell’istante, Sill decise il suo futuro: sarebbe stata insegnante di tedesco come lei e avrebbe portato a termine il compito che lei non era riuscita a terminare. E tutti quelli che l’avrebbero conosciuta avrebbero visto in lei lo spirito di Vida, che sarebbe vissuto in lei per sempre.

 

 

 

 

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